domenica 19 aprile 2015

Nothing is impossible...

"Nothing is impossible" è un motto bellissimo.
Musicale, poetico, emozionante, potente.
Chi ama lo sport non può non rimanere affascinato dalle parole di Mohammad Alì che sfidano l'impossibile.
Eppure... eppure penso che siano parole potenzialmente pericolose per alcuni.
La scelta degli obiettivi nello sport (ma poi anche nella vita...) è uno degli aspetti più difficili da gestire, secondo me spesso trascurato rispetto ad altri come l'allenamento o la motivazione.
Le sfide sportive per piacermi devono essere al limite dell'impossibile, ma comunque possibili.
Chi sceglie sfide sportive impossibili e le fallisce ha un alibi con gli altri e con se stesso..."ho perso, ma era una sfida impossibile"... Non è molto diverso da chi sceglie sfide troppo facili.
Chi vince sempre (ripeto sempre) le sue sfide non mi convince, è facile che le abbia scelte troppo facili per le sue potenzialità.
Chi perde sempre (ripeto sempre) le sue sfide è facile che le abbia scelte impossibili, non è detto che per raggiungere i suoi obiettivi debba solo allenarsi di più o meglio.
Per me il bello nello sport è puntare ai propri limiti, cercare di superarli, rimanendo nella realtà.
Poi ci sono i sogni, ma quella è un'altra storia...


8 commenti:

  1. infatti sono dei motti che ricordano la magia (il potere della parola/pensiero... robe trascendentali cui io sono allergico).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. prendiamo la frase "domani investo tutti i miei risparmi nell'azione X a leva 20, farà +100% (che diventa +2000%) e sarò ricco".
      è impossibile? no. però... caro cassius clay, studia statistica :)

      Elimina
  2. Clay è stato un immenso pugile, un grande personaggio che sapeva anche fare della provocazione un'arte... credo che lui avesse ben chiaro il limite del possibile e dell'impossibile nelle sue sfide sportive.

    RispondiElimina
  3. immensissimo! e con lui il "motto" ha funzionato... ma con altri 1.543.239 neri dei ghetti no.
    sono quelle frasi "belle-romantiche" ma altamente false... come anche il motto "carpe diem". bello, tutti lo dicono, ma chi è che vive carpe diem? NESSUNO, manco l'indio più selvaggio della nuova guinea, il quale se non si sacrifica oggi costruendo un arpione, domani nun magna.
    io mi sono liberato da tutte ste robbe romantiche, realismo PURO (sono noioso-antipatico :))

    RispondiElimina
  4. Ue' Corsaro, e come sei disfattista. I motti (al plurale suona strano) secondo me non vanno bistrattati, dipende che uso se ne fa - e io sono un grande sostenitore del Carpe Diem!
    Detto questo, una volta andai a un seminario sul running con gli anglosassoni (lo so, ero giovane e ingenuo), e il "coach" continuava a tartassarci i testicoli (metaforicamente) che dovevamo sceglierci il nostro "mantra" preferito, e ripetercelo costantemente durante l'allenamento, cosi' da interiorizzarlo per, una volta in gara, usarlo per superare la fatica. Insomma una cosa alla Pavlov!

    RispondiElimina
  5. "carpe diem", inteso come filosofia di vita in senso abbastanza esteso (ossia calando il motto nella realtà), è possibile. Io pure ci provo... poi naturalmente il compromesso con il mondo reale è indispensabile (almeno per me).

    RispondiElimina
  6. se seguite il carpe diem, fate ste 2 cose:
    1) alzarsi per andare al lavoro solo quando ne avete veramente voglia
    2) al ristorante con vs moglie, a un tavolo c'è n'altra bella donna, andate là e la baciate.
    ihihih!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Finora sono stato piu` prudente, ma posso migliorare...

      Elimina