mercoledì 8 novembre 2017

Tanta roba



Da qualche giorno avevo in mente di scrivere un post di fine stagione agonistica sul blog.
Per me è stata un'ottima stagione, forse la migliore da quando pratico il triathlon. 
Tante gare, diversi podi e soprattutto una ciliegina finale sulla torta: il titolo di campione regionale di triathlon per la categoria M2.
Tanta roba... 
Rimango però agonisticamente insaziabile: il prossimo anno vorrei fare meglio, guadagnare ancora qualche secondo in tutte le frazioni, migliorare le transizioni in zona cambio, battere qualche altro avversario che mi è arrivato davanti in qualche gara... Insomma ho ancora tanta voglia e forse qualche margine di miglioramento.
Tanta roba...
Eppure non avrei scritto questo post se non avessi trovato un argomento in più da proporvi.
Invece eccolo.
Nella maratona di New York è arrivata la straordinaria prestazione di una triatleta italiana e si è aperto un interessante dibattito:
Venghino signori, venghino! Ognuno dica la sua!
Io intanto aggiungo un elemento per la discussione: nel mio piccolo ho ottenuto il mio PB sui 10km quando ero già un triatleta over 40, allenandomi in modo multidisciplinare. Ora sono un paio d'anni  che non corro un 10km tirato, ma proverò a correrne uno tra un mesetto allenandomi sempre come un triatleta... come andrà a finire?

martedì 30 maggio 2017

Un podio da ricordare

Non era la mia prima gara della stagione agonistica 2017, ma visto come erano andate le altre 3 precedenti (un ritiro per foratura ad Ostia, un disastro nella frazione di nuoto a Trevignano, una incredibile gara annullata a Gaeta), la consideravo sostanzialmente tale.
Ero quindi molto determinato a fare bene e fino alla settimana precedente tutto stava andando per il meglio.
Poi, ad una settimana dall'evento, ecco un nuovo post della sfiga:
caduta in bici, botta frontale alla testa e collo bloccato dal trauma. Sembrava che dopo il 3 non potesse che esserci il 4...
Invece no.
Pian pianino il dolore si è molto attutito, tanto da permettermi di corricchiare e nuotare.
E allora... CARPE DIEM.
Il giorno della gara il clima era perfetto, la location pure e l'organizzazione si annunciava impeccabile.
Non potevo mancare e non potevo non provare a dare il massimo.
Così è stato.
Gara quasi perfetta (il quasi è d'obbligo perchè la voglia di migliorarmi deve rimanere sempre viva e perchè senza caduta avrei certamente potuto fare meglio).
23° assoluto e 2° di categoria M2.
Ecco allora, che in questo mio diario virtuale, posso attaccare una foto che volevo da tempo:
un podio accanto ad uno che ha fatto l'atleta vero e ad un amico che merita di coronare i suoi sogni da Ironman.