giovedì 12 febbraio 2015

Quanto ce metto a fa' la mezza?

Il mio amico Luciano detto "Il Corsaro", da qualche settimana ha aperto un bel blog, che consiglio a chi si interessi di allenamento razionale e non solo.
Ora nel suo ultimo post il Corsaro ha affrontato un tema interessante: qual'è la differenza di passo nel correre i 10km e la mezzamaratona per i podisti amatori?
Nel post si mette in discussione una regoletta semplice, ma evidentemente non corretta, che indicherebbe che lo scarto di passo fra la mezzamaratona e la VR (velocità di riferimento, intesa come soglia anaerobica e valutata pari a quella di una gara di 12km) deve essere al massimo di 10"/km. Approssimando si potrebbe quindi dire che la differenza di passo tra 10km e mezza è di circa 10".
Questa regola è valida per atleti d'elite, ma per gli amatori è quanto meno "ottimistica".
Ok... diciamo pure che la regola per gli amatori è sbagliata... Quindi?
Quindi suggerisco di affidarsi ad "un classico" di oltre 15 anni fa: la tabella previsionale di Orlando Pizzolato.
Eccola (l'ho solo un po' adattata per la discussione):
Rappresentando graficamente l'andamento del passo sui 10km, quello sulla mezza ed il differenziale in secondi tra i due, appare anche visivamente evidente che quest'ultimo cresce con l'aumentare del passo gara: quanto meno si è veloci (e direi anche allenati ed esperti) tanto più alto è il differenziale di passo.
Nel suo post il Corsaro riporta una serie di 17 casi di suoi atleti per i quali il differenziale medio tra passo gara sui 10km e passo gara sulla mezzamaratona è di 14,2 secondi.
Poichè i suoi casi rientrano in una forbice di valore sui 10km tra i 33'20" ed i 46'11", calcolando la media di differenziale sulla tabella di Pizzolato per una forbice di valori analoga (32'20"-48'30"), che è pari a 14,8 secondi, possiamo dire che la casistica del Corsaro rientra sostanzialmente nel modello di Pizzolato.
Come scrive giustamente il Corsaro nel suo post, l'unica analisi che può portare a delle previsioni attendibili sulla prestazione in gara di un atleta è l'analisi accurata del suo stato attraverso l'evoluzione del suo allenamento, ma per avere una buona indicazione da cui partire la tabella di Pizzolato secondo me è ottima.

P.S. io dovrei correre la mezza in 1h20'... mah... meglio che non ci provo.

8 commenti:

  1. Le tabelle sono sempre discutibili e ovviamente non possono e non devono essere dogmatiche. Dando un'occhiata ai miei personali però ho notato di avere uno scarto di 11" (10 km-->3'52"; 21,097 km-->4'03"). Dagli studi del Pizzolato anch'io dovrei essere un elite, o sbaglio? ;)

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  2. marco,
    "statistica" non significa "matematica".
    io poi non credo alle formulette, non volevo dare un'altra formuletta (alla quale come sempre un mare di gente sfuggirebbe), volevo solo confutare la formuletta del chianti.

    fabio,
    speriamo pizzolato non ti denunci (è uno molto sensibile ai copyright). comunque anche la sua tabella ha delle incongruenze (tipo scarti che si abbassano invece di alzarsi all'aumentare dei tempi) e risente delle stesse problematicità di ogni formula, anche se è mediamente migliore di quella del chianti. basta prendere gente molto lenta ma che prepara prevalentemente mezze, e quindi inefficiente sui 10k, per inficiare la tabella.

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    1. Ho citato fonte, autore e data di pubblicazione della tabella, non mi sembra di aver rubato qualcosa a Pizzolato, anzi ne sto riconoscendo il valore!
      E' chiaro che si tratta di indicazioni che valgono in media. Come ogni valutazione statistica esistono dei casi "estremi" numericamente poco significativi (di solito poi nelle estrapolazioni di questo tipo le code si eliminano).
      Comunque gli scarti anomali hanno colpito anche me... Rimane però evidentissimo l'andamento tendenziale.

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  4. Anche secondo me le tabelle sono fuorvianti. Bisogna tenere conto delle attitudini di ogni atleta, soprattutto se ampliamo la cerchia a chi prepara anche maratone. Può essere una guida, ma non deve vincolare.

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    1. Come ho scritto nel post servono "per avere una buona indicazione da cui partire"

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