giovedì 25 marzo 2010

Chi si ricorda di Pavoni?

Erano gli anni in cui chi correva sognava di essere Carl Lewis, ma erano anche gli anni in cui un giovane velocista italiano era considerato l'erede del mitico Pietro Mennea ed ogni tanto si toglieva il lusso di arrivare al traguardo prima degli atleti neri.
Si chiamava Pierfrancesco Pavoni ed io me lo ricordo bene. Chi non lo ricorda o non lo ha mai conosciuto, ma anche chi ne ha seguito la carriera troverà interessante questo articolo.
Leggetelo e forse capirete meglio perchè dagli ultimi mondiali di atletica l'Italia è tornata a casa con ZERO TITULI!
Io, da questo mio piccolo spazio virtuale, un suggerimento alla FIDAL voglio darlo:
abbiate l'umiltà di ascoltare le voci fuori dal coro ed una di queste voci è quella del Califfo!
Io questa voce l'ascolto e mi diverto.
Oggi 10x500m a 3'20"/km con 1'30" di recupero a 5'00"/km.
Poi, dopo, 10x100m in salita con 1' di recupero camminando.

20 commenti:

  1. Zeru titoli ha un copyright ...non ne abusate !

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  2. Povera atletica italiana...!!!

    E va sempre peggio che dai tempi miei quando improvvisavano certi tecnici... mi ricorda :

    "quod non facerunt barbari, facerunt barberini...!!".

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  3. fabio,
    gran seduta! stai sbocciando...
    come quasi tutto in questo paese, anche l'atletica è dominata da una CORPORAZIONE impenetrabile... pretendono di determinarti tutto, anche come devi allenarti, se ti alleni diversamente ti schiacciano come un bacarozzo.
    non importa se i loro allenamenti poi ti fanno peggiorare...
    ai ragazzini li spremono come limoni, perchè la carriera di un allenatore, e i SOLDI che guadagna, sono legati al risultato del ragazzo OGGI, se poi domeni si spacca non fa niente, ne spunteranno altri da spremere. ecco come funziona:

    http://www.fidal.it/files/bando_borse2009.pdf

    luciano er califfo.

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  4. Una domanda: come mai allora prima qualche titolo l'italia in atletica se lo portava a casa ed oggi è così difficile?
    Sono cambiati in peggio gli allenamenti(o meglio gli allenatori)?
    Non si sono saputi rinnovare?
    Manca "materiale" umano davvero competitivo (ci credo poco)?
    La corporazione di cui parla luciano si è formata da relativamente poco tempo o già da prima esisteva? e se sì perché prima "vinceva" suo malgrado più di oggi?

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  5. Fabio me stai a fa' nero!! Eh eh...vai così!! Io mi lecco le ferite..spero di tornare in pista presto ;)

    Sul resto dico solo: Califfo for President!

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  6. ed io che pensavo fosse solo un'infatuazione..... :D

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  7. io lo ricordo...benissimo...insieme a quell uomo freccia: un certo Pietro Mennea di Barletta...che tempi....:))))

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  8. tyler,
    le tue domande sono intelligenti e pertinenti.
    diciamo subito che:
    -in italia non mancano i talenti
    -non è vero che gli altri sono geneticamente superiori
    -non è vero che solo gli altri si dopano.
    un motivo è che la ricerca degli altri è andata avanti e noi siamo rimasti a 30 anni fa, calcola che la maggior parte degli allenatori non legge l'inglese.
    ma la federazione VIETA di studiare le novità, impone di studiare vecchi opuscoletti dei soliti "maestri"... perchè i maestri hanno il potere di farlo e così perpetuano la loro fama e i loro guadagni.
    si agisce in modo feudale e irrazionale, il risultato non conta, conta solo la tradizione al potere.
    potrei elencare decine di casi da me conosciuti... calcola che molti atleti vengono tenuti in specialità (feudi) che NON SONO LE LORO perchè il feudatario ha messo le mani su di loro, ci guadagna e non vuole mollare l'osso. ovviamente, se l'atleta fosse dirottato sulla SUA specialità otterrebbe risultati migliori.
    atleti che potrebbero ben figurare ai mondiali rimangono a casa, perchè il loro allenatore ha litigato con qualche feudatario perchè l'allenatore non vuole applicare le metodiche d'allenamento imposte dal feudatario...
    per essere ammesso a un corso di tecnico/allenatore devi leccare e farti sfruttare per anni... quindi vanno avanti i lecchini, non i meritevoli.
    i soldi spariscono...
    ecc, ecc...
    er califfo.

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  9. comunque,
    20 o 30 anni fa c'era molta meno mafia.
    er califfo.

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  10. Hai fatto lo spaccato del medioevo dell'atletica. Grazie, disponibile come sempre.

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  11. Negli anni 80 non correvo, ma ero un tifoso di atletica. Ho visto parecchie gare conosciuto tanti atleti. Ricordo con grandissima gioia l'incontro con Antibo (un mito, un grandissimo, un ragazzo bravissimo, il + grande talento italiano di sempre insieme a Mennea) ...poi Sabia (un grandissimo dell'800 : 1'43"88) ....

    Pavoni invece non lo sopportavo. Era un gasato allucinante....stesso discorso per Tilli ...fermo restando il grande rispetto per 2 forti velocisti....

    Bella seduta, stai diventando davvero forte!

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  12. - Mennea non lo allenava uno della Fidal...
    - Simeoni idem
    - Dorio anche
    - Fiasconaro nun ne parlamo proprio...!!!

    Questo ai miei tempi...

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  13. lucky,
    anche a me pavoni era un po' antipatico, perchè era un pariolino altezzoso.
    ma questo non c'entra col fatto che uno dica cose vere o cazzate.
    e ciò che lui dice in quest'intervista collima perfettamente con molte mie idee... idee che tra l'altro si stanno trasformando in carne nel tuo corpo.
    luciano er califfo.

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  14. bucci,
    l'allenatore di mennea poi divenne uno dei capi della cupola... e forse il maggior responsabile dello sfascio... perchè se un sistema di allenamento funziona su UN velocista, non è detto che bisogna imporlo con la forza a TUTTI i velocisti e anche fondisti, e continuare ad imporlo anche oggi dopo 30 anni di assenza totale di risultati.
    le belle cose fatte dal mezzofondo italiano negli anni 80, a parte stefano mei, sono state fatte da gente che applicava concetti opposti a quelli della "scuola".
    luciano er califfo.

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  15. Sia chiaro:
    a me Pavoni era moooolto antipatico, io allora tifavo per i neri! Adoravo Carl Lewis.
    Questo, però, non mi impedisce di dire oggi che Pavoni fosse un talento straordinario che non è stato adeguatamente valorizzato.
    La sua stessa fine rischiano di farla Howe, Licciardello, Scapini, Lalli, Meucci...

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  16. a me stava sulle palle pure lewis, nazionalista, fascista e ricchione...

    scapini forse si salva, dopo che ho dato dei consigli al suo coach...
    er califfo.

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  17. Io adoravo il Lewis velocista, come il Maradona calciatore ed il McEnroe tennista.
    Fuori dalla pista o dal campo... cazzi loro, i miei miti giovanili erano altri.

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  18. sì sì, ma non farei di tutta un erba un fascio!

    se no diventano chiacchere da bar.
    è la società che è cambiata, prima in tv per esempio lo sport era gratis ti godevi il calcio, l'atletica il tennis poi è sparito tutto ... la vita stessa aveva ritmi diversi ... forse l'argomento è più grande di noi.

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  19. tosto,
    non ho capito. che vuol dire che la società è cambiata?
    un triplista italiano 3 settimane prima del mondiale fa 17.40 e poi al mondiale fa un metro di meno perchè la società è cambiata?
    un velocista italiano gli chiedono il minimo per andare ai mondiali + vincere gli assoluti, lui lo fa ma ai mondiali non ce lo portano lo stesso, perchè la società è cambiata?
    er califfo.

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  20. Una volta ho sentito un'intervista di Mennea sullo sfascio,alle Olimpiadi di Pechino,dell'atletica italiana che nutriva grandi aspettative su Howe.Per Mennea Howe era un enorme potenziale gettato alle ortiche.Però disse anche questo,e cioè di aver visto Usain Bolton fare gli stessi esercizi che il Carlo Vittori faceva fare a lui più di trenta anni fa (e se leggete tra le righe dell'intervista a Pavoni ,si parla anche di Mennea).Mennea parla di un capitale di conoscenze nel quale l'Italia era all'avanguardia,infatti avevamo i bianchi più veloci del mondo,poi disperso.

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