venerdì 11 settembre 2015

Ora applaudiamo loro, cazzo!!!

Roberta e Flavia in finale agli US Open dopo aver battuto in semifinale le numero 1 e 2 del mondo.
E' il punto più alto della storia del tennis italiano.
Grazie ragazze!

venerdì 4 settembre 2015

Indimenticabili Mondiali di Atletica

Quest'anno parte delle mie vacanze è coincisa con i Campionati Mondiali di Atletica leggera.
Le gare sono state emozionanti, tantissime prestazioni straordinarie, grandissimo spettacolo sportivo.
Seguire i mondiali ha in parte alleggerito la mia tristezza per l'infortunio al tendine d'achille che ha limitato la mia possibilità di allenamento.
43 paesi del mondo hanno vinto almeno una medaglia... tra questi non c'è l'Italia.
Il presidente della FIDAL Giomi, dopo la manifestazione, definita come la peggiore di sempre per l'atletica italiana, ha rilasciato questa interessante intervista.
In questi giorni (ma passerà presto e si tornerà a parlare solo di calcio) tanti sembrano interessati a capire come mai l'atletica italiana di vertice non funziona... chissà...
Io, qualche mese fa, sul blog del mio amico Corsaro, in un commento, scrivevo:

"... nel nuoto (a proposito dell'allenamento dei giovanissimi in Italia, n.d.r.) i volumi sono più alti già da molto piccoli ed è previsto un percorso di apprendimento abbastanza preciso che finora ha dato buoni risultati.
Non è assolutamente un caso se nel nuoto abbiamo più atleti top e medaglie di quanti ne abbiamo nell'atletica leggera. Il Fenomeno (Pellegrini) te lo regala madrenatura, ma i campioni fino ad un certo livello si possono trovare e "costruire", se la base è buona.
L'atletica in Italia soffre già della micidiale concorrenza del calcio (o del volley e della danza per le bimbe) rispetto al numero di praticanti giovanissimi, i pochi bambini che la scelgono trascorrono max 4 ore/week al campo anche da grandicelli, gli insegnanti non sempre sono preparati (quasi sempre sono sottopagati), il passaggio dalla semplice psicomotricità ludica alla specializzazione dei gesti atletici è spesso malgestito. Alla fine sopravvivono i più portati (o quelli con i genitori più appassionati) e per quei pochi inizia la parte più difficile: trovare e mettersi nelle mani di un allenatore razionale che sappia quel che fa... Un sottoinsieme ridottissimissimo approda nei gruppi sportivi militari, ma non è che lì sia automatica la valorizzazione del talento... Insomma una giungla!!! 
... e intanto sugli altopiani africani i bimbi corrono per andare a scuola..."
(FabioG, 18/12/2014)