giovedì 30 aprile 2015

Ciao Giovanni

Ciao Giovanni,
ora ti immagino in un bel campo da tennis in terra rossa a giocare,
contento, giovane, forte e libero, finalmente di nuovo libero. 
So che un giorno ci incontreremo di nuovo lì, 
prepara bene il campo come solo tu sai fare.
Sei salito prima per aggiustare tutto, come solo tu sai fare.
Sistemerai anche quello che gli altri pensano sia da buttare e funzionerà meglio di prima.
Io lo so e tu sai che io lo so, anche per questo ci vogliamo bene.
Con il tempo ci siamo capiti ed apprezzati, profondamente e sinceramente.
Sai che puoi fidarti di me, che hai lasciato la tua stella in buone mani.
Un giorno spero che sia lo stesso anche per me.
Quel giorno arriverò sul tuo campo perfetto a giocare anch'io.
Sarò un po' in ritardo all'appuntamento, ma avrò qualche buona scusa.
Nel frattempo mi mancherai.

domenica 19 aprile 2015

Nothing is impossible...

"Nothing is impossible" è un motto bellissimo.
Musicale, poetico, emozionante, potente.
Chi ama lo sport non può non rimanere affascinato dalle parole di Mohammad Alì che sfidano l'impossibile.
Eppure... eppure penso che siano parole potenzialmente pericolose per alcuni.
La scelta degli obiettivi nello sport (ma poi anche nella vita...) è uno degli aspetti più difficili da gestire, secondo me spesso trascurato rispetto ad altri come l'allenamento o la motivazione.
Le sfide sportive per piacermi devono essere al limite dell'impossibile, ma comunque possibili.
Chi sceglie sfide sportive impossibili e le fallisce ha un alibi con gli altri e con se stesso..."ho perso, ma era una sfida impossibile"... Non è molto diverso da chi sceglie sfide troppo facili.
Chi vince sempre (ripeto sempre) le sue sfide non mi convince, è facile che le abbia scelte troppo facili per le sue potenzialità.
Chi perde sempre (ripeto sempre) le sue sfide è facile che le abbia scelte impossibili, non è detto che per raggiungere i suoi obiettivi debba solo allenarsi di più o meglio.
Per me il bello nello sport è puntare ai propri limiti, cercare di superarli, rimanendo nella realtà.
Poi ci sono i sogni, ma quella è un'altra storia...


mercoledì 15 aprile 2015

Storia di un podista che si crede triatleta

Lo so, lo so... mi lamento sempre, non sono mai soddisfatto... ma almeno per ora sono fatto così, alla continua ricerca di un nuovo traguardo, in eterna sfida con me stesso prima che con gli altri.
Eccomi dunque a commentare il primo triathlon sprint della stagione con lo spirito di chi sa di aver fatto una buona gara, diciamo anche in parte ottima, ma che vuole concentrarsi sugli aspetti che possono essere migliorati per puntare ancora più in alto.
La location e le condizioni del triathlon sprint di Cerveteri, seconda tappa della Forhans Cup 2015, erano quasi perfette. Tanto sole, poco vento, mare calmo, acqua freddina (intorno ai 15°), ma sopportabile per 750m di nuoto con la muta. Peccato per il fondo stradale "non perfetto" (diciamo anche a tratti dissestato) del percorso in bici.
Nel nuoto ho avuto buone sensazioni, ma ho fatto errori da vero pivello: mi sono fatto imbottigliare nella prima boa ed ho perso diversi secondi quasi fermo, ho fatto molta più strada tra la prima e la seconda boa, ho usato poco la scia di altri nuotatori. Voto: 5,5.
In T1 sono stato abbastanza concentrato, ma ho perso ancora troppo tempo a levare la muta, posso fare meglio. Voto 6,5.
In bici il percorso ero davvero "tecnico", un giro pieno di curve da ripetere per ben 5 volte. Questa frazione ha fatto per me la differenza, purtroppo in senso negativo. E' emersa infatti la mia scarsissima dimestichezza con le curve e le ripartenze. Nei pochi e brevi rettilinei riuscivo a tenere un buon ritmo, ma in curva vedevo gli altri scivolarmi rapidamente via. Ho perso diverse posizioni, troppe. Il motore c'è, posso pedalare veloce e mi difendo in salita, ma sono lontano dalla sufficienza come ciclista in termini di capacità di guida della bici. Devo lavorarci... Voto 5.
In T2 sono stato lento nell'infilare la scarpa destra, posso limare certamente qualche secondo. Voto: 6,5.
Sulla corsa meglio non potevo fare. Sarei davvero presuntuoso se dicessi di avere molti margini di miglioramento su una frazione in cui ho fatto registrare il miglior tempo assoluto della gara (si, proprio primo assoluto). Ho volato, eppure non sono arrivato sfinito al traguardo, ne avevo ancora... Voto: 8.
Ho chiuso 19° assoluto e 4° di categoria M1 a 4" dal podio (avessi saputo chi era il terzo lo avrei acchiappato), non posso certo lamentarmi troppo, ma ora vado ad allenarmi...